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Continua a funzionare anche se cade il WiFi

Segnaletica digitale
che funziona offline

Il player scarica i contenuti e continua a mostrarli anche se il WiFi cade. Quando torna la connessione, sincronizza automaticamente. Niente schermi neri.

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DIGISINI

Segnaletica digitale

Configurazione
in 3 passi

Cache

Cache offline robusta

Service Worker scarica immagini, video e config. Se internet cade, lo schermo continua.

Sync

Sync automatico al ritorno

Quando il WiFi torna, il player si sincronizza da solo. Tu non fai nulla.

Tranquillita

Niente schermi neri

La paura che i clienti vedano una TV spenta finisce. Anche con cadute, la tua segnaletica continua a vendere.

Locali

Ideale per zone con segnale debole

Bar di campagna, food truck, fiere, eventi. Funziona dove il WiFi non arriva.

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Lasciarlo pronto
per tutta la stagione

Chi ci scrive da un rifugio o da un borgo di montagna non chiede se funziona offline: chiede se può salire una volta, sistemare tutto e non pensarci più fino a ottobre. La risposta è sì, con un accorgimento.

Programma per data, non per giornata

È la parte che cambia tutto. Carichi i contenuti di tutta la stagione e a ognuno dai una data di inizio e una di fine: il menù di luglio, quello di ferragosto, la chiusura di settembre. Lo schermo passa da uno all'altro da solo, nel giorno giusto, senza che nessuno debba risalire a premere un tasto.

L'accoppiamento va fatto a valle

La prima associazione tra schermo e account richiede una connessione: falla dove prendi, prima di partire. Da quel momento il dispositivo mantiene il collegamento e puoi portarlo dove non arriva niente. È l'unico passaggio che non si può rimandare.

Una finestra di rete al mese basta

Se sali una volta ogni tanto, ti serve solo qualche minuto di segnale — anche dal telefono — per pubblicare tutto quello che hai preparato. Il resto del tempo lo schermo non chiede niente a nessuno e riproduce dalla memoria del dispositivo.

Il limite detto chiaro: non forniamo modem, SIM né router, e nell'abbonamento non è inclusa alcuna connettività. Il dispositivo tiene fino a 48 ore di contenuto e oltre quel termine continua a ripetere l'ultima lista valida invece di spegnersi — ma uno schermo che non vedrà mai nessuna rete, nemmeno per cinque minuti, non è un caso che copriamo.

Lo schermo continua a funzionare
e proprio per questo nessuno si accorge che è scollegato da sei giorni

Un cartello staccato si vede: è per terra. Uno schermo scollegato non si vede, perché fa esattamente quello che faceva prima. Il rischio dell'offline non è restare senza contenuto, è restare con quello vecchio senza saperlo.

Il modo in cui si scopre, di solito, è sempre lo stesso e non è un buon modo:

  • Lo dice un cliente. Chiede il piatto che non c'è più o il prezzo di due mesi fa. È l'unico controllo che funziona sempre, ed è anche l'unico che costa una figura.
  • Si nota una modifica che non arriva. Cambi qualcosa dal telefono, torni in sala e sullo schermo c'è ancora il vecchio. A quel punto sono già passati giorni.
  • Non se ne accorge nessuno. Il caso più comune nei locali dove lo schermo è alle spalle di chi lavora.

La contromisura che costa meno è anche la meno elegante: mettere l'ora in un angolo. Un orario fermo si nota in mezzo secondo, da qualsiasi distanza e senza guardare apposta. È l'unico elemento che rende visibile un guasto che per definizione non si vede.

C'è poi un'abitudine che vale più di qualsiasi avviso automatico e non richiede niente: guardare lo schermo dalla porta una volta al giorno, entrando, dalla posizione del cliente. Chi ci lavora davanti smette di vederlo nel giro di due settimane — è lo stesso motivo per cui non noti più i quadri di casa tua.

Aggiungi l'ora allo schermo oggi. Se un giorno la vedi ferma, hai scoperto in un secondo una cosa che altrimenti avresti scoperto tramite un cliente.

L'ora non arriva dalla corrente
arriva da internet

È il guasto più silenzioso fra tutti quelli che porta il lavoro senza connessione, ed è l'unico che non sembra affatto un guasto.

Dopo un'interruzione di corrente, molti lettori economici ripartono con la data di fabbrica. Non hanno una pila per l'orologio: quando tornano chiedono l'ora a internet, e senza internet si tengono quella di serie. Da lì in poi tutta la programmazione oraria si sposta in blocco — il menu della colazione alle otto di sera, la lavagna della domenica di martedì, una promozione finita un mese fa di nuovo sullo schermo.

E si guasta al contrario di come te lo aspetteresti, ed è questo che lo fa durare. Lo schermo è acceso, l'immagine è perfetta e non c'è nessun messaggio di errore da nessuna parte. Il contenuto è corretto: è semplicemente di un altro momento. Nessuno telefona per segnalarlo, perché da fuori non sembra rotto niente — sembra che tu l'abbia messo così apposta, ed è esattamente la conclusione che trae il cliente.

La verifica che lo smaschera costa un minuto e si fa prima di montare qualsiasi cosa. Stacca l'apparecchio, riattaccalo senza rete e guarda che ora crede che sia. Se parte nel 1970 o da una data di fabbrica, sai già che ogni interruzione di corrente ti scompiglia una giornata intera. Sapendolo si sceglie diversamente: un lettore con orologio a pila costa qualche euro in più, ed è la differenza fra un posto senza rete che funziona e uno da andare a controllare.

In tutta franchezza: questo non lo aggiusta nessun programma, nemmeno il nostro. È un pezzo dentro l'apparecchio, ed è per questo che conviene provarlo con il lettore in mano prima di installarne quindici in posti dove tornare è una seccatura.

Domande
frequenti

Indefinitamente, se il contenuto è già in cache. Lo schermo ripete l'ultima playlist fino al ritorno del WiFi.
Il player rileva automaticamente il ritorno di internet e scarica i cambiamenti pendenti in secondi.
Si. Finche puoi sincronizzare ogni tanto (4G mobile basta), il resto del tempo gira offline.
No. Disdici quando vuoi senza penali.
Sì, ed è il modo giusto di usarlo in quota. Carichi i contenuti e assegni a ciascuno una data di inizio e una di fine; lo schermo cambia da solo nel giorno previsto, senza connessione in quel momento. Ti serve una finestra di rete solo quando pubblichi, non quando il contenuto cambia.
No: l'accoppiamento iniziale ha bisogno di una connessione, perché è lì che lo schermo e il tuo account si riconoscono. Conviene farlo a valle prima di salire. Dopo, il dispositivo conserva il collegamento e riproduce anche dove non arriva niente.
Continua a funzionare: tiene fino a 48 ore di contenuto e poi ripete l'ultima lista valida, senza schermate nere. L'unica cosa che si ferma è l'arrivo di novità — le modifiche restano in attesa e entrano da sole appena il dispositivo torna online, anche per pochi minuti.

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