Segnaletica digitale
per il tuo settore
Ogni mestiere comunica in modo diverso. Scegli il tuo e vedi i modelli, gli orari e i flussi già pronti.
Ristorazione10
Commercio e retail22
- Boutique di lusso
- Centri Commerciali
- Ferramenta
- Fioristi
- Gioiellerie
- Librerie
- Minimarket
- Negozi dell'usato
- Negozi di abbigliamento
- Negozi di animali
- Negozi di biciclette
- Negozi di cannabis light e CBD
- Negozi di elettrodomestici
- Negozi di elettronica
- Negozi di giocattoli
- Negozi di mobili
- Negozi di scarpe
- Negozi di telefonia
- Negozi di vape
- Ottici
- Retail
- Supermercati
Sanità10
Bellezza e benessere7
Hotel e turismo5
Servizi professionali11
Settore pubblico4
Molte attività italiane
sono due mestieri nello stesso locale
Bar e tabaccheria. Edicola e cartoleria. Panificio che a mezzogiorno diventa tavola calda. L'elenco è per categoria, ma il locale non lo è — e la scelta si fa guardando l'orologio.
Il criterio utile non è cosa vendi, è chi hai davanti in quel momento della giornata. Lo stesso schermo, nello stesso bar, ha tre pubblici diversi:
- La mattina presto entra chi ha fretta e sa già cosa vuole. Qui lo schermo serve solo a non far rallentare la fila: prezzi leggibili da lontano e nient'altro.
- All'ora di pranzo entra chi deve scegliere, spesso in cinque minuti. È l'unico momento in cui vale la pena mettere dettaglio — cosa c'è oggi, quanto costa, fino a che ora.
- Il pomeriggio entra chi si siede. Qui lo schermo può proporre: l'aperitivo, l'evento di venerdì, la tessera. È il momento in cui una proposta funziona e negli altri due no.
Per questo la programmazione oraria conta più della categoria: un locale che vive tre vite al giorno con un solo schermo ha bisogno di tre contenuti che si alternano da soli, non di tre schermi. Se la tua attività sta in due voci di questo elenco, apri quella che descrive l'ora in cui incassi di più.
Nessuna scelta è definitiva. I modelli di qualsiasi categoria funzionano in qualsiasi account e si cambiano quando vuoi: la pagina di settore è un punto di partenza con il lavoro già fatto, non un'etichetta.
In certi mestieri chi apre la serranda
non è chi decide cosa si mostra in vetrina
Vale per le affiliazioni, per le catene, per i locali dentro una struttura più grande e per le attività legate a un consorzio o a un marchio. Cambia completamente cosa si può fare e, soprattutto, quanto tempo passa fra decidere e vedere il risultato.
Le tre configurazioni, con quello che ciascuna consente davvero:
- Indipendente. Chi decide è chi aggiorna. È la situazione più semplice e anche quella in cui l'aggiornamento si perde più facilmente, perché nessuno lo chiede.
- Affiliato o in catena. Una parte del contenuto arriva dall'alto e non si tocca; una parte è locale. Il problema tipico non è il vincolo — è che nessuno ha mai definito quale parte è quale, e nel dubbio non si tocca niente.
- Dentro una struttura ospite. Un negozio in una galleria, un banco in un mercato coperto, un corner. Qui esistono regole sul formato, sull'orario di accensione e a volte sulla luminosità, e conviene conoscerle prima di comprare, non dopo.
Per il secondo caso c'è una soluzione che funziona e che quasi nessuno chiede: farsi definire per iscritto due righe libere. Non l'intero schermo — due righe che il punto vendita può cambiare senza autorizzazione. È abbastanza per il piatto del giorno, per gli orari straordinari e per quello che sta finendo, ed è la differenza fra uno schermo vivo e uno che mostra la campagna nazionale di due mesi fa.
Nelle pagine qui sotto questa distinzione compare spesso, perché è più utile della dimensione: due panifici con lo stesso fatturato hanno problemi opposti se uno è indipendente e l'altro affiliato.
Prima di leggere la pagina del tuo settore, chiarisci in quale delle tre configurazioni sei. Cambia quali consigli ti riguardano più di qualunque altra caratteristica dell'attività.
In molti di questi mestieri
il cliente non arriva perché ti ha visto: arriva perché qualcuno gliel'ha detto
Dove si lavora su fiducia — dentisti, artigiani, professionisti, laboratori — la vetrina non porta quasi nessuno. Porta invece chi è già stato mandato, e il lavoro dello schermo cambia completamente: non deve convincere, deve dare a chi ti consiglia qualcosa di preciso da dire.
Una raccomandazione utile contiene sempre un dettaglio concreto. Senza, non si trasmette:
- Una cosa specifica che fai. Non «bravi»: una lavorazione, una macchina, un servizio che gli altri non fanno. È quello che l'altra persona ripete testualmente.
- Un tempo. «Te lo fanno in giornata» è la frase che chiude una raccomandazione. Se nessuno sa il tuo tempo, nessuno può dirlo.
- Un riferimento per trovarti. Chi consiglia sbaglia quasi sempre l'indirizzo. Un punto di riferimento vale più del numero civico.
Questo ribalta cosa conviene mostrare a chi è già dentro: il contenuto migliore è quello che il cliente può ripetere, non quello che lo convince a comprare — lui ha già deciso. Un dato, un tempo, un nome. Tre cose che si ricordano e si riportano.
C'è un secondo effetto che vale la pena cercare di proposito: chi aspetta legge tutto. In questi mestieri l'attesa esiste quasi sempre, ed è l'unico momento in cui qualcuno guarda con calma quello che potresti fare e non sapeva. È lì che si vende il secondo servizio, non in vetrina.
Chiedi al prossimo cliente nuovo cosa gli hanno detto di te. La frase che ti ripete è il tuo miglior contenuto, e l'hai scritta senza saperlo.