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Confronto PMI · aggiornato 2026-05-14

Digisini vs ScreenCloud
la versione PMI

L'oste di un bistrot a Milano non deve pagare gli uffici di Londra né un pannello in inglese corporate con 40 integrazioni che non userà mai. Questo confronto dice dove ognuno vince: ScreenCloud per le catene multinazionali con team IT, Digisini per chi mette il menù del giorno sullo schermo prima del servizio di mezzogiorno.

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9 € vs 24 USD

Per schermo al mese

Digisini vs ScreenCloud

ScreenCloud (fondata a Londra nel 2015) è una piattaforma solida orientata alle catene internazionali, aeroporti e grandi aziende con servizio IT. Ha app native per Power BI, Salesforce, Twitter Walls e un ampio ecosistema di integrazioni. Il prezzo (24 USD per schermo al mese nel piano Core, scaling per dispositivo) e il pannello solo in inglese lasciano fuori il piccolo ristoratore, il commerciante di quartiere o la clinica dentistica con 2 studi.

CaratteristicaDigisiniScreenCloud
Prezzo d'ingresso9 €/mese (1 schermo, Starter)24 USD/mese per schermo (Core, pagamento annuale)
Piano gratuito permanenteSì · 1 schermo con watermarkNo (prova 14 giorni)
Lingua pannello e supporto6 lingue native (it/es/en/fr/pt/de)Solo inglese
Setup primo schermo5 min · PIN a 6 cifre nel browser~15-30 min · account + download player
Hardware compatibileQualsiasi Smart TV, Fire Stick, ChromecastConsiglia hardware certificato (ScreenCloud OS Stick)
Template per settoreRistorazione, retail, cliniche, palestre, autoscuoleGenerici + app third-party (Marketplace)
Modalità offlineCache 48 h senza internetSì (varia in base all'hardware)
Integrazioni avanzateApp di base + DataBound `{{org.*}}`Power BI, Salesforce, Twitter Walls, 50+ app
VincoliNo · mese per meseContratto annuale consigliato
Piano grande199 €/mese (50 schermi, Network)Enterprise con SLA contrattuale

Dove vince Digisini

  • Prezzo fino a 5× più economico per 1-50 schermi
  • Piano Free reale (non una prova), 1 schermo per sempre
  • Pannello in italiano, spagnolo, inglese, francese, portoghese e tedesco
  • Setup in 5 min, senza installatore né hardware proprietario
  • Template con vocabolario ristorazione (menù del giorno, happy hour, allergeni UE)
  • Ristorazione ARPU basso fattibile: 9 € Starter o 19 € Pro

Dove vince ScreenCloud

  • Ecosistema di app maturo (Power BI, Salesforce, dashboard)
  • Catene multinazionali con SLA e account manager dedicato
  • Integrazioni avanzate con stack corporate (LDAP, SAML)
  • Marketplace con 50+ app di terze parti
Sintesi senza marketing: ScreenCloud è pensato per un'azienda con 50+ schermi, team IT e bisogno di integrare Power BI o un dashboard vendite in ogni locale. Digisini è pensato per l'oste, il commerciante o il direttore di clinica che vuole mostrare il menù del giorno o le promozioni sulla sua TV e gestirlo dal telefono a colazione. Se il tuo caso è 1-30 schermi e non toccherai mai Power BI, Digisini copre lo stesso a un quinto del costo e nella tua lingua.

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Tre situazioni in cui
cambiare fornitore non conviene

Questa pagina esiste per convincerti a cambiare, quindi vale la pena scrivere anche l'altra metà. In questi tre casi restare dove sei è la scelta giusta, e lo diciamo prima che tu ci provi.

1. Hai un solo schermo e funziona. Con uno schermo la differenza di costo fra due fornitori sta nell'ordine dei pochi euro al mese, e il lavoro di trasloco è un pomeriggio. Il conto non torna: risparmieresti in un anno meno di quanto vale quel pomeriggio. Se qualcosa non ti convince del prodotto attuale è un altro discorso — ma allora il motivo non è il prezzo.

2. Il tuo impianto dipende da un'integrazione che qui non c'è. Se lo schermo prende i dati da un gestionale specifico, da un sistema di code o da una dashboard aziendale, quella connessione è il novanta per cento del valore. Prima di guardare i prezzi, verifica che esista dall'altra parte: cambiare e poi scoprire di doverla rifare a mano è il modo più caro di risparmiare nove euro.

3. Sei a metà di un impegno che hai già pagato. Un annuale versato in anticipo non si recupera, e sommarci un secondo abbonamento per i mesi che restano cancella il vantaggio del cambio. La cosa sensata è preparare tutto e fare il passaggio alla scadenza, non prima.

Il momento in cui invece il cambio conviene davvero è abbastanza netto: quando passi da uno a più schermi. È lì che un prezzo per schermo si moltiplica, che le abitudini non sono ancora consolidate e che il trasloco costa meno perché c'è meno da spostare.

Se sei in uno dei tre casi qui sopra, il piano gratuito è comunque il modo di non decidere adesso: tieni il fornitore attuale, prova questo con uno schermo di prova e confronta sulle tue cose invece che su una tabella. Non chiediamo la carta, quindi non ti costa nemmeno ricordarti di disdire.

«Cento modelli inclusi»
dice quanto c'è, non quanto serve — e per un'attività piccola le due cifre sono lontanissime

Le librerie di modelli si presentano come un vantaggio e in parte lo sono: si parte da qualcosa invece che da una pagina bianca. Il numero però non è la misura giusta. Un negozio usa due o tre composizioni per anni; averne cento significa passare più tempo a scegliere e non toccarne mai novantasette.

Cosa guardare invece del totale:

  • Se ce n'è uno per il tuo settore e formato. Cento generici valgono meno di tre pensati per una vetrina verticale di un ristorante.
  • Quanto è modificabile. Un modello in cui si cambia solo il testo è utile ogni settimana; uno che va rifatto per spostare un elemento si usa una volta.
  • E se puoi salvare il tuo. È la funzione che conta davvero: dopo la terza modifica hai già la tua composizione, e quella deve diventare il punto di partenza.

C'è un effetto collaterale della libreria grande che vale la pena conoscere: i modelli si riconoscono. Se sono quelli standard del fornitore, altre attività della stessa strada useranno gli stessi. Per una catena è coerenza; per un negozio che vuole sembrare sé stesso è l'opposto di quello che cercava.

La conclusione pratica è meno vistosa del numero in copertina: quello che serve è un modello buono e la possibilità di salvarne le varianti. Il resto della libreria si guarda una volta il primo giorno e poi non si apre più.

Conta quante composizioni diverse useresti davvero in un anno. Se sono meno di cinque, il numero di modelli inclusi non è un criterio di scelta.

L'installazione e l'entusiasmo
riescono sempre

I primi due giorni sono i migliori che avrai mai con qualsiasi strumento, e sono esattamente quelli che servono a decidere.

Tutto quello che decide davvero compare dopo il periodo di prova. Il giorno in cui bisogna cambiare qualcosa di fretta con gente che aspetta. Il mese in cui non ci mette mano nessuno e al ritorno bisogna ricordarsi. L'aggiornamento che sposta un pulsante. La persona nuova che non ha mai visto questa roba. Niente di tutto ciò entra in quattordici giorni — non perché il termine sia corto, ma perché quelle situazioni hanno bisogno che passi il tempo, non che tu provi più in fretta.

E c'è una cosa che una prova non può mostrare per definizione: come rispondono quando qualcosa va storto. In quattordici giorni non va storto quasi niente, e se succede ti rispondono con l'attenzione della vendita, che è vera ed è la migliore che vedrai. Quello che compri è il comportamento del quattordicesimo mese, con l'addebito già attivo. Quello non si prova: si chiede a qualcuno che c'è da un anno, e quella conversazione vale più dell'intera prova.

Per questo la cosa più istruttiva di una prova non è se ti è piaciuta. È quante volte hai dovuto chiedere qualcosa, e soprattutto se la risposta stava scritta da qualche parte o è stato necessario chiederla. Uno strumento che ti ha fatto scrivere tre mail in due settimane te ne farà scrivere trenta in un anno, e fra un anno non avrai la voglia che hai adesso. Quel numero il resto lo prevede davvero.

In tutta franchezza: lo stesso vale per provare noi. Se in due settimane hai dovuto chiederci cose che avrebbero dovuto stare scritte, quello è un dato su di noi, e faresti bene a usarlo.

Domande sul
confronto

ScreenCloud parte da 24 USD per schermo al mese pagando a un anno — 36 nel piano Pro — con scaling per dispositivo. Digisini costa 9 €/mese nel piano Starter (1 schermo) e 19 €/mese nel Pro (3 schermi) — senza fatturazione per dispositivo. Infrastruttura più leggera, team più piccolo, mercato europeo che non deve pagare gli uffici di Londra.
Sì. I tuoi contenuti (immagini, video, playlist) si caricano in batch dal tuo computer. Ogni schermo si abbina con un PIN a 6 cifre in 5 minuti. Nessuna app da installare né hardware proprietario da comprare.
No, solo una prova di 14 giorni con carta. Digisini sì: piano Free con 1 schermo per sempre, senza carta di credito. Con watermark discreto e 5 % degli slot con annunci di partner. Quando vuoi rimuoverli, passi a Starter per 9 €/mese.
Digisini. ScreenCloud è pensato per le grandi catene (aeroporti, retail globale) con team IT. Per un bistrot di quartiere, una pizzeria o un hotel boutique in Italia, Digisini copre lo stesso (TV con il menù del giorno, programmazione oraria, multi-account per camerieri) a un quinto del prezzo e in italiano nativo. Vedi Digisini per la ristorazione.
Digisini ha il piano Business (59 €/mese, 10 schermi) e Network (199 €/mese, 50 schermi) con multi-sede e multi-account. Oltre i 50 schermi o con SLA contrattuale, piano Enterprise negoziato. ScreenCloud per grandi catene con IT dedicato e integrazioni avanzate (Power BI, contenuti dinamici da API proprie) può essere un'opzione, ma il costo per schermo si moltiplica.
Sì. Qualsiasi Smart TV con browser (Samsung Tizen recente, LG webOS, Android TV). Se hai una TV vecchia senza browser, un Fire Stick o un Chromecast (~30 €) la trasforma in schermo digitale in 5 minuti. ScreenCloud consiglia hardware proprietario o certificato, e questo aumenta il costo iniziale.
Il player Digisini tiene fino a 48 ore di contenuti in cache offline. Se il Wi-Fi salta in pieno servizio serale, la TV continua a mostrare il menù o la playlist attuale senza interruzione. Appena la connessione torna, sincronizza le ultime modifiche da sola.
Quasi mai per motivi di prezzo: con uno schermo la differenza fra due fornitori è di pochi euro al mese e il trasloco è un pomeriggio, quindi il risparmio annuo vale meno del tempo speso. Ha senso cambiare se c'è qualcosa che non ti convince del prodotto, ma allora la ragione non è il costo ed è meglio saperlo prima.
Sì, ed è il modo sensato di decidere. Il piano gratuito non chiede la carta e permette uno schermo attivo: puoi tenere l'impianto in produzione dove sta e provare qui su un televisore di prova, con i tuoi contenuti veri. Confrontare due prodotti sulle proprie cose dice molto più di qualsiasi tabella comparativa, compresa la nostra.

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