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Coda in tempo reale, rotazione 8 s, multi-sportello, GDPR

Schermo
sala d'attesa
con numero in tempo reale

Sofia, segretaria allo Studio Medico Sole a Roma, chiama il NUMERO 142 · STANZA 3 dal cellulare. Lo schermo del corridoio cambia all'istante e tra un paziente e l'altro ruota ogni 8 s: consigli di salute, l'orario della nutrizionista del mercoledì e la nuova mammografia digitale. La sensazione di tempo morto sparisce.

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NUMERO ATTUALE
142
STANZA 3 · M.B.
Attesa media 8 min
PROSSIMI
143 · J.R. · Ricetta cronica
144 · L.P. · Visita generale
145 · A.M. · Mammografia
📍 Studio Medico Sole · Roma
Sofia ha chiamato 3 s fa

Numero in tempo reale + rotazione utile — l'attesa sembra dimezzata

200+
Schermi attivi
50+
Attività registrate
5 min
Dal cellulare allo schermo
99,9%
Uptime della piattaforma

Sei cose che fa
questo schermo

Ogni funzione pensata per la segretaria che chiama i numeri dal cellulare tra un paziente e l'altro, senza toccare il computer del banco.

01

Numero attuale + prossimi 3 in tempo reale

Chiami il NUMERO 142 dal cellulare e lo schermo cambia in 3 s. Sotto appaiono i prossimi 3 (143, 144, 145) con iniziali + motivo. I pazienti sanno quanto manca senza chiedere.

02

Tempo stimato per servizio

"Ricetta cronica 5 min · Visita generale 15 min · Mammografia 20 min" appare sotto il numero. Lo schermo calcola la media storica e si adatta da solo. Il paziente decide se scende a prendere un caffè 10 min senza perdere il turno.

03

Rotazione di contenuti utili ogni 8 s

Tra le chiamate ruotano 5-10 contenuti: consiglio di salute del mese, nuova mammografia digitale, orario della nutrizionista del mercoledì, offerta OTC della settimana, prima/dopo con consenso. L'attesa sembra dimezzata.

04

Multi-sportello con permessi per utente

Piano Business: 3 sportelli con 3 schermi. Ogni segretaria chiama dal cellulare e appare solo sul suo sportello. Sofia chiama il 142 (Sportello 1), Marco chiama l'87 (Sportello 2) senza pestarsi i piedi.

05

GDPR con iniziali + numero d'attesa

"M.B. · NUMERO 142 · STANZA 3" sullo schermo invece del nome completo. Lo schermo non memorizza dati personali, riflette solo ciò che scrivi. Conforme GDPR in Italia e UE senza che il paziente si senta esposto.

06

Override 1-click emergenza

"Dottoressa in ritardo di 20 min", "POS fuori uso — solo contanti", "Prova evacuazione", "Sportello 2 chiuso per pranzo". Tocchi il modello preimpostato dal cellulare e lo schermo cambia all'istante. Torna alla rotazione normale all'ora che programmi.

Da 0 € a catena
di 50 sedi

Inizi gratis con 1 schermo per sempre. Passi a Pro (19 €) quando vuoi rotazione 8 s + tempo stimato. Business (59 €) per 3 sportelli con permessi per segretaria.

Free
1 schermo per sempre
0 €/mese
1 schermo
  • Numero attuale + prossimi 3
  • 1 modello settore
  • Filigrana Digisini
Inizia gratis
Starter
1 sala d'attesa, senza filigrana
9 €/mese
90€ fatturati annualmente
1 schermo
  • Numero + attesa media
  • Modelli per 6 settori
  • Senza filigrana
Prova 14 giorni
Business
3 sportelli con permessi
59 €/mese
590€ fatturati annualmente
10 schermi
  • Permessi per segretaria
  • Sotto-account per sportello
  • Supporto prioritario
Prova 14 giorni
Network
Catena 3-50 sedi
199 €/mese
1990€ fatturati annualmente
50 schermi
  • Coda indipendente per sede
  • Contenuto globale + locale
  • Pannello multi-sede
  • Supporto dedicato
Prova 14 giorni
Enterprise
50+ sedi, integrazioni su misura
Contatto
Illimitato
  • API code / MioDottore su misura
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Chi chiama il turno
quando alla reception non c'è nessuno?

Nelle strutture piccole la reception non è sempre presidiata: c'è un'unica persona che è anche quella che visita, che risponde al telefono e che apre la porta. È lì che un sistema di turni si rompe o funziona.

Il caso tipico di uno studio italiano con uno o due professionisti: nessun addetto fisso all'accoglienza, e il turno va avanzato da chi ha appena finito la visita precedente. Le tre soluzioni che si vedono in pratica, con il loro difetto:

  • Dal telefono di chi visita. Un tocco fra un paziente e l'altro, senza tornare al bancone. È la più usata e funziona, a patto che l'operazione sia davvero un tocco: se richiede di cercare la scheda giusta, dopo due settimane nessuno lo fa più.
  • Un tablet fisso all'ingresso dello studio. Sempre lì, sempre acceso, un solo pulsante. Costa un apparecchio in più ma toglie il telefono dalle mani di chi ha appena toccato un paziente, che in ambito sanitario non è un dettaglio da poco.
  • Avanzamento automatico a tempo. Sembra la soluzione elegante ed è quasi sempre la peggiore: le visite non durano tutte uguale, e un turno che avanza da solo mentre la precedente è ancora dentro manda in sala qualcuno che poi resta in piedi in corridoio.

La domanda utile prima di scegliere non è quale sia più moderna, ma quante volte al giorno quella persona dovrà fare quel gesto. Venti volte significa che deve costare meno di tre secondi. È lo stesso criterio con cui si sceglie dove sta l'interruttore della luce, e si sbaglia per gli stessi motivi.

Un dettaglio che salta fuori solo dopo il primo giorno reale: serve anche il modo di tornare indietro. Prima o poi si tocca due volte, oppure il paziente chiamato è uscito un momento. Se l'unico rimedio è ricominciare la numerazione, alla terza volta il sistema viene abbandonato.

La distanza di cortesia non salta per maleducazione
salta perché due metri più indietro non c'è niente da fare

La riga sul pavimento c'è quasi ovunque e quasi ovunque viene ignorata. Non perché le persone vogliano ascoltare: perché stare ferme a due metri, in piedi, guardando la schiena di chi parla, è la cosa più imbarazzante della stanza. Chi si avvicina lo fa per non sembrare in attesa a vuoto — e intanto sente tutto quello che si dice al bancone.

È un problema di arredo, e si risolve dando qualcosa da guardare esattamente dove la persona dovrebbe stare. Uno schermo posizionato dietro la riga, con sopra il proprio numero e quanti mancano, rende quel punto il posto giusto in cui trovarsi: da lì si vede l'informazione che interessa, e avvicinarsi non serve a niente. È il tipo di soluzione che sembra troppo semplice per funzionare, e funziona perché sostituisce un divieto con una ragione.

E lo stesso vale per il richiamo del nome, che resta l'abitudine più diffusa e la più delicata. Chiamare «signora Bianchi» ad alta voce in una sala piena dice a dodici estranei chi c'è, e in certi studi dice anche perché. Un numero non dice nulla e funziona uguale, a patto di consegnarlo all'arrivo e di non usarlo a metà — se metà delle persone ha il numero e l'altra metà viene chiamata per cognome, non si è protetto nessuno e si è solo aggiunto un passaggio.

C'è poi il documento che nessuno pensa allo schermo e che spesso è la fuga più grossa: quello che resta a monitor alla reception. Un gestionale aperto sull'agenda del giorno, girato di tre quarti verso la sala, è leggibile da chi aspetta molto più di quanto si creda. Vale la pena sedersi sulle sedie dell'attesa e guardare in quella direzione una volta: quello che si legge da lì è quello che legge chiunque, tutti i giorni, senza volerlo.

Il filo comune delle tre cose è che nessuna riguarda il software. Riguardano dove sono messe le persone, gli oggetti e le informazioni dentro una stanza — ed è esattamente il tipo di verifica che non fa mai nessuno, perché chi lavora lì dentro ha smesso di vederla il secondo giorno. Dieci minuti seduti nella sala d'attesa del proprio studio, in orario di punta, dicono più di qualunque manuale.

In tutta franchezza: noi mostriamo quello che carichi e non trattiamo dati dei pazienti — lo schermo riceve un numero, non un nome. Quali misure siano richieste al tuo studio le stabiliscono la normativa sulla protezione dei dati e il tuo consulente: qui il punto è solo che la parte più violata della riservatezza in uno studio non è il computer, è la distanza fra due persone in piedi.

Si sente dall'ambulatorio
e nessuno ha scelto di stare in questa sala

È l'unico schermo obbligato a dire tutto senza una sola parola pronunciata, e questo cambia quali contenuti servono davvero.

L'audio non si scarta per gusto: non ci sta nel posto. Attraversa la porta dell'ambulatorio, finisce in mezzo a una conversazione che dovrebbe essere privata, e suona sopra persone che sono lì perché non possono fare altrimenti. Una sala silenziosa amplifica tutto, e abbassare il volume non risolve: diventa un mormorio che costringe a sforzarsi per seguirlo, che è peggio che non metterlo.

Questo taglia fuori metà dei contenuti già pronti. Il video istituzionale con la voce fuori campo resta muto e senza senso; la clip pensata per i social perde metà senza musica. Quello che funziona è un'altra cosa: testo leggibile da seduti a tre metri, e un ritmo più lento di quello che su uno schermo sembra ragionevole — perché leggere richiede più tempo che ascoltare, e qui si legge tutto.

E conviene dire chiaramente che cosa questo impedisce. Senza audio, uno schermo non avvisa. Non serve per l'urgente — un cambio di stanza, qualcuno da chiamare adesso — perché niente garantisce che quella persona stia guardando in quel secondo, e spesso sta guardando il telefono o chi l'accompagna. Tutto quello che deve arrivare per forza ha ancora bisogno di una voce. Questo è per ciò che si legge alzando lo sguardo, non per ciò che non si può perdere.

In tutta franchezza: se quello che ti serve è chiamare le persone, ti serve un sistema di code con segnale, non uno schermo di contenuti. Sono due cose diverse ed è meglio non comprarle confuse.

Quello che ci
chiedono di più

Tre opzioni: (1) chiamata manuale dal cellulare quando chiami il prossimo numero, (2) CSV/Google Sheets aggiornato dalla segretaria tra un paziente e l'altro, (3) integrazione su misura nel piano Enterprise. Non abbiamo integrazione nativa con MioDottore, MyClinic, Q-Matic né distributori fisici di ticket, ma lo schermo mostra ciò che scrivi sul pannello in 3 secondi.
Sì. Modelli pronti per 6 settori: studio medico (NUMERO 142 · STANZA 3), farmacia (NUMERO 142 · BANCO 2 · Ricetta cronica), parrucchiere (Sofia · 5 min), autoscuola (88 % promossi · esame domani 9:00), ufficio (visita Sofia · Acme Corp), hotel (Benvenuto Sig. Smith). Ogni settore con il suo pattern visivo e i casi d'uso.
Sì, fino al 35 % secondo studi sul digital signage in sala d'attesa. Il paziente è distratto da contenuti utili che ruotano ogni 8 secondi (consigli di salute, il tuo prossimo numero, info sulla nuova mammografia digitale) invece di guardare l'orologio. La sensazione di tempo morto sparisce.
Sì, mostrando iniziali + numero ("M.B. · NUMERO 142") invece del nome completo. Lo schermo non memorizza dati personali — riflette solo ciò che la segretaria scrive sul pannello. Conforme GDPR in Italia e UE. La firma del paziente resta al banco fisico.
Sì. Lo schermo tiene in cache le prossime 48 ore. Se il wifi cade alle 10:30 con la coda in sala, lo schermo continua a mostrare l'ultimo numero chiamato + rotazione contenuti. Quando torna internet, sincronizza. Caduta corrente è coperta dall'UPS della tua sala (non noi).
Sì. Piano Business (59 €/mese) gestisce 3 sportelli con uno schermo ciascuno. Ogni segretaria chiama il suo numero dal cellulare e appare solo sul suo sportello. Piano Network (199 €/mese fino a 50 schermi) per catene con più sedi.
No. Disdici quando vuoi senza penali e le chiamate sono illimitate nel tuo piano. Non addebitiamo per chiamata, per ora di schermo né per sportello.
Lo fa dal telefono chi ha appena finito la visita, oppure si lascia un tablet fisso con un solo pulsante all'ingresso dello studio. La cosa che decide se funziona non è quale delle due, è quanto costa il gesto: se avanzare il turno richiede più di tre secondi e va ripetuto venti volte al giorno, dopo due settimane non lo fa più nessuno.
Quasi mai. Le visite non durano tutte uguale, e un turno che avanza da solo mentre la precedente è ancora in corso manda in sala una persona che poi resta in piedi in corridoio. Serve invece il contrario: un modo semplice per tornare indietro di un turno, perché prima o poi si tocca due volte o il paziente chiamato è uscito un momento.

Il prossimo numero
lo chiami dal cellulare.

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